Le aziende investono sul web: timidamente?

Durante la tavola rotonda allo IAB alcune aziende hanno raccontato brevemente la propria esperienza sull'advertising online.

Birra Peroni, che dichiara di aver aumentato del 50% l'investimento su web (senza però dire quanto spende) crede molto in questo nuovo strumento. Racconta delle campagne di Nastro Azzurro (campagne DEM, pay per click, affissioni, eventi), sottolineando l'importanza della coerenza creativa.

BNL invece punta l'attenzione sulla gestione dei lead citando una campagna per un target "insolito" per il web: i pensionati. In questo caso i KPI erano le chiamate al numero verde, ma si sono dichiarati molto soddisfatti della loro strategia che ha visto abbinare campagne pay per click a content advertising (ma non display advertising).
Ha anche evidenziato l'uso congiunto di web e tv per capire le fasce orarie migliori della tv in base agli obiettivi.

Zero1 Distribution invece ha raccontato di come, per loro, la funzione del web sia essenzialmente quella di lanciare sul mercato i prodotti (= i film) qualche mese prima dell'uscita. Ma ha anche puntato il dito sul problema della molteplicità di siti da tenere sotto controllo (blog e forum di cinema)... con impossibilità di gestirli tutti.
Pur credendo nel mezzo non è possibile spendere tutto in campagne pay per click.

A questo punto l'obiezione di Carlo Poss (Assointernet) è che le aziende siano un po' timide nei loro investimenti su web. Sia come quote di investimento (che non arrivano ancora al 10%) sia come approccio, che si limita al pay per click e - a volte - al display.
Ma Internet è molto altro! E' social networks, è blogs, è email marketing...
E infatti casca a fagiolo l'ottima domanda di Luca Conti, purtroppo senza risposta, che chiede come le aziende si pongano di fronte alla pubblicità verso le communities (Facebook e Twitter in testa).

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