November 26, 2007

Come sei diventato blogger?

Daniele mi coinvolge in un meme.. rispondo volentieri :)

Cosa ti ha spinto ad aprire un blog?

Il mio primo blog (questo) l'ho aperto perchè volevo raccontare qualcosa del lavoro, di quello che faccio.. in maniera diretta e informale. Una via di mezzo fra il diario personale e uno sfogo. Ma anche un modo per testare un nuovo strumento di comunicazione. Poi ho aperto il secondo: io amo Firenze. E con quello si è aperto un mondo. Oggi scrivo su tanti blog.. e non potrei farne a meno. Ho conosciuto persone favolose tramite i miei blog e avuto belle esperienze. E' una parte di me.

Il tuo primo post

Febbraio 2005: me lo sono regalato per il compleanno. Me ne ero scordata! tornando ad allora ecco le mie parole..

certo che potevo decidermi anche prima ad aprire un blog
in ogni caso questo è il mio autoregalo di compleanno

Il post di cui ti vergogni di più?

Uno in cui ero rancorosa verso una persona.. e infatti l'ho rimosso. Non credo faccia bene nè a me nè ad altri leggere parole astiose.

Il post di cui vai più fiero?

Non saprei.. da un punto di vista dell'interazione con le persone forse quello del mio compleanno su io amo Firenze: chiedevo come regalo ai lurkers di lasciarmi un commento, e quel giorno ho fatto il record di commenti! ma dal punto di vista umano, uno dei pochi in cui ho fatto qualcosa di sociale..

E tu? Come sei diventato blogger?

Passo la palla a Massy, Tulkas, Pigot, Alessio, Katia

November 18, 2007

Seo intensive a Roma

Dopo i 2 giorni di Iab e il convegno di Firenze, sono andata a Roma al corso web marketing organizzato dalla Madri. Alcune cose già le sapevo, ma mi accorgo che in questo settore c'è sempre da imparare e soprattutto da testare.
Una delle cose che mi piacciono di più della Madri è il dire le cose solo dopo averle testate e non per sentito dire. Enrico (Madrigrano) ci ha portato numeri, dati, ed esempi che ha personalmente (e con una certa maniacalità!) testato e ritestato. Non male!
Dei 3 giorni cosa mi è rimasto?
- è importante investire non soltanto in un canale di promozione online (ad esempio adwords o altri pay per click) ma differenziare fra diversi mezzi. A volte puo' essere più profittevole una campagna display advertising, una sponsorizzazione o l'invio di una dem.
- è bene quantificare il Roi e il Conversion rate, e non limitarsi al clickthrough, delle proprie inziative pubblicitarie. Sembra banale, ma spesso si cade nell'errore di fermarsi a quanti sono arrivati su una certa pagina e non quanto abbiamo guadagnato da una certa azione.
- le aziende dovrebbero assegnare una fetta di tempo e risorse consistenti alla web analysis quotidiana, anche grazie ai diversi strumenti che lo permettono.. (non esiste solo Google Analytics!!).
- il posizionamento sui motori di ricerca non è solo fattori onsite, link popularity e pagerank!
e molto altro..
Interessante anche la parte relativa allo spam (molto poco conosciuta la normativa in Italia.. si vede anche da quante aziende inviino mail commerciali non autorizzate, a volte credendo anche di farlo nella legalità (lunga discussione sull'opt in e double opt in!).
Mi è piaciuto inoltre cimentarmi nel lancio di una campagna pubblicitaria, scoprendo i miei difetti di copywriting..

Mi è piaciuto anche conoscere alcuni imprenditori (in particolare sono rimasta impressionata dalla sicurezza di questo ragazzo e dalla lungimiranza, nonchè apertura mentale di questo imprenditore). Entrambi erano stati al Seo Extreme di maggio scorso e hanno ammesso di aver messo in pratica cio' che hanno appreso in quella edizione. 2 compagni di corso, interessanti.. li ricontattero'. Come anche altri che mi riprometto di andare a trovare (sul web) molto presto..

Dopo 15 giorni di seo intensive fra seminari e incontri vari..sono contenta di essere tornata a casa ricca di stimoli e idee, spero di ricordarle tutte! Ho tanto da fare, scrivere, mettere in pratica..
un saluto di cuore ai ragazzi con cui ho cenato sabato (Raele, Reasilvia, Pigot, Dimino, Weppos, Ludus..) amici che non vedevo da tempo, e uno speciale a Kerouac al quale auguro in bocca al lupo per il nuovissimo forum Seonida (conto di aprire al più presto quella discussione di cui parlavamo!).

November 12, 2007

Virgilio Alice Niumidia..

Avevo scritto tempo fa su wmtools, riguardo al fatto che Virgilio era tornato a chiamarsi Virgilio..
Poi sono stata allo Iab e mi trovo di fronte a mega pannelli con Niumidia ex Virgilio Advertising.
Mi domando perchè una delle poche realtà del web che è famosa in Italia abbia deciso di rinnegare il suo nome.
Avrei capito fosse stata una start up ..

November 10, 2007

La flessibilità e la misurabilità nel search marketing

L'intervento di Nereo Sciutto, di Webranking, è stato molto efficace dal punto di vista dell'esposizione: sintetica, brillante, diretta. La presentazione la potete vedere qui, gentilmente fornita dall'autore.
Nereo ha parlato di Roi, di misurabilità, di user experience, di performance.. concentrando l'attenzione non soltanto sulla visibilità di un sito, ma anche su cio' che accade dopo il primo click.Sul percorso che porta o meno un visitatore a diventare cliente.

La grande flessibilità e misurazione di questi strumenti, permettono di capire il Roi di certe azioni di (web) marketing, misurando appunto le conversioni. A patto che l'azienda cliente sia disposta a lasciar metter mano su parti del sito all'agenzia seo/sem.

Anche Nereo, come Olivier, prende in considerazione entrambe le facce del search engine marketing: il SEO + il PPC. Ma va oltre, sottolineando il fatto che NON BASTA UN BUON POSIZIONAMENTO. L'obiettivo non deve essere quello di posizionarsi su un motore di ricerca, quanto quello di portare a termine i propri obiettivi (ottenere un lead, fare una vendita o altro).

Infatti non a caso gli elementi di successo per un e-commerce sono 3:
1 - la visibilità sui motori di ricerca
2 - l'offerta competitiva
3 - un sito efficace (non solo privo di barriere ma anche capace di dare user experience al cliente)

La user experience si ha prima, durante e dopo la fruizione del sito. Partendo dalla query su Google, la user experience inizia quando il visitatore legge la description e decide di cliccare. E prosegue dopo l'acquisto con i commenti sui forum, le partecipazioni ai social networks, ecc.

E' importante dare al (potenziale) cliente un'esperienza entusiasmante, anche a discapito della comodità.

Anche Nereo ha parlato di Landing page e di come gli utenti oggi non entrino più dalla home page di un sito, ma da altre pagine che vanno curate ad hoc e rese autoesplicative.

Ha concluso parlando di professionalità, di conflitti fra diversi passaggi e persone e di come serva una figura professionale completa capace di rilevare obiettivi e target, poi di metterli in pratica sul sito curando la user experience e facendo regolarmente web analysis.

Non sono un SEO, sono una SEA?

Passata l'euforia per il convegno di Firenze Reti Civiche web 2.0, torniamo a parlare dello Iab Forum di Milano. Ho tante cose da dire, ma ho deciso di non seguire l'ordine cronologico e iniziare a parlare degli ultimi interventi, quelli relativi al Search Marketing. In concorrenza con il workshop sponsorizzato di Google, nella sala blu, nel pomeriggio del giovedì si sono tenuti alcuni interventi di search marketing a cura di Intarget, NetBooster, TSW, Webranking..

Il primo intervento tenuto in inglese, da un francese (Olivier Mosca) parlava di Seo versus Sea Questa espressione mi è piaciuta, potrei dire "salve sono una sea"!
Scherzi a parte Olivier ha parlato dell'importanza di questi 2 strumenti (search engine optimization + search engine advertising) che costituiscono la maggioranza degli accessi a un sito internet, dopo l'accesso diretto: ben il 27,3% (23% accesso SEO + 4,3% accesso SEA) del traffico arriva tramite attività sui Motori di ricerca.

In una situazione italiana dominata da Google

Market share in italia:
Google 70%

Yahoo 3%

MSN 2%

altro 18%

essere visibili sui risultati organici e su quelli a pagamento è cruciale. Le persone che arrivano su un sito possono percorrere sia la strada dei risultati organici che cliccando sui pay per click. Per questo è indispensabile usarli entrambi.

La seconda parte dell'intervento si è focalizzata sull'importanza di ottimizzare le landing pages, e di come il quality score dipenda da 3 fattori:

1) CPC
2) CTR, qualità dell'annuncio e storia dell'annuncio
3) qualità della landing page
E quindi per avere un rank migliore, sia necessario:
1) alzare il CPC
2) migliorare la qualità dell'annuncio (e questo si puo' fare curando la qualità dell'offerta, la brand popularity...)
3) ottimizzare la landing page (e qui entrano in ballo le competenze seo).

Interessante che anche per il pay per click ci siano criteri validi per la seo. Olivier ha parlato di convergenza fra i criteri per il ranking nei due settori.

Fra gli esempi di peggiori landing page ha parlato di landing page fatte di sole immagini, fatte con popup, o con tecnologie che impediscono a Google la lettura, landing pages piene di adsense o affiliati, o landing che hanno javascript...
Finalmente si (ri) parla di landing pages.

Wow

Oggi sono stata a un convegno a Firenze su "reti civiche 2.0". La particolarità è che mi hanno chiamato a parlare del mio blog! come possibile esempio di dialogo con i cittadini. Del convegno ne ho parlato sul blog.
Durante la presentazione non potevo non accennare alle riprese che un anno fa mi fece la Tv giapponese. Un giornalista di Repubblica si è incuriosito e ha deciso di farne un articolo che uscirà domani su Repubblica Firenze, con tanto di foto! sono emozionata..

November 09, 2007

IAB Forum 2007

Sto tornando da Milano dopo 2 giorni di IAB Forum. Anche quest'anno è stato un momento formativo e di aggiornamento (oltre che di incontro con amici, colleghi e professionisti) interessante. Nei prossimi giorni cerchero' di postare alcuni interventi che mi hanno colpito.
Nel frattempo voglio riflettere su alcuni concetti e alcune keyword che sono circolati durante lo Iab. Una specie di tag cloud di cio' che è stato detto.
Nel 2006 si parlava di web 2.0 e User Generated Content.
A fine 2007 di cosa si parla nel web marketing?
- Behavioural targeting. Ovvero della possibilità di offrire pubblicità agli utenti sulla base dei loro comportamenti di navigazione.
- Investimenti. Le aziende italiane stanno progressivamente aumentando il budget destinato al digitale (non solo Internet). Prevedono entro breve di arrivare al 10% del media mix per raggiungere il consumatore sullo strumento che pare privilegiare per informarsi su 1 acquisto. Gli investimenti online in Italia nel 2007 sono stati di 665 milioni di €, che sono più dei 605 milioni di € destinati alla Radio, ma sono ancora lontani dal mercato televisivo (la sola Italia 1 ha raccolto 820 milioni di € di investimenti pubblicitari nel 2007). Ma è obbligatorio inserire il web in una strategia di marketing e comunicazione strutturata e non episodica o legata alle mode (come nel caso di Second Life). Pur con un approccio aperto alla sperimentazione.
- interconnectedness & transparency. Il ceo di Isobar, Nigel Morris, con un inglese doc, ha esposto quali sono i macrotrend non solo a livello italiano, ma mondiale: digital technologies, consumer activism, sustainability, globalisation. Sottolineando soprattutto la svolta verso il tema ambientale che molte aziende sono costrette a fare.
- search marketing. Spostato il focus dalla sfera più tecnica, e dal posizionamento puro, emerge come il problema principale non sia tanto (o solo) posizionare bene un sito, ma quello che avviene dopo, ovvero le conversioni. A tal proposito i professionisti del search marketing (webranking, tsw, intarget) hanno parlato di user experience, di ottimizzazione delle landing page, di quality score, di monitoraggio della reputazione di 1 azienda (e di come la brand reputation influisca sul comportamento d'acquisto delle persone) e di eye tracking.
Due giorni densi di appuntamenti, a volte pure sovrapposti (mi domando perchè uno debba scegliere se vedere 1 seminario di email marketing oppure di web analytics, uno di search marketing versus quello di Google). Presenti sia gli addetti ai lavori che gli imprenditori.

November 05, 2007

Previsioni di acquisto online per il Natale

Mentre da diverso tempo (fine agosto?) rilevo dalle statistiche dei miei siti ricerche relative al Capodanno, ecco che cominciano anche quelle sugli acquisti di Natale.

Leggo del report di Forrester Research sugli acquisti natalizi. Pare che in Europa gli utenti web spenderanno qualcosa come 51 miliardi di euro nel periodo natalizio.
E' stato stimato che il 58% dei consumatori europei farà almeno 1 acquisto online. I più attivi nel comprare online sono gli inglesi, seguiti da tedeschi, svedesi, francesi, olandesi.
Gli inglesi saranno i più spendaccioni per il periodo natalizio con una spesa stimata di 700 euro procapite.

Cosa comprerà tutta questa gente? principalmente viaggi, poi abbigliamento e infine elettronica di consumo. Questi 3 settori occuperanno metà della spesa online degli acquisti di Natale.
I miei amici che vendono prodotti gastronomici online (dalla Sicilia e dalla Puglia) lo tengano presente...

Concludo con l'ultimo dato:
il 39% delle vendite online si ha negli ultimi 2 mesi dell'anno.

Mi confermate?