February 27, 2007

Gran Premio Marketing e innovazione

Quasi il 70% dei consumatori è disposto a provare prodotti nuovi purchè soddisfi alcuni requisiti.

Lo dichiara l’indagine del gran premio Marketing e innovazione che ha analizzato 1 campione di oltre 8000 consumatori al fine di individuare i 32 prodotti + innovativi del mercato del largo consumo italiano (società Tns Infratest).
Quali sono le caratteristiche richieste a un nuovo prodotto?
Miglior rapporto qualità – prezzo (54,1%), una maggior ricerca di naturalità (52,9%) e rispetto ambientale (29,6%).
Il consumatore è esigente ma disposto a sperimentare, 1 su 3 pensa che non ci siano abbastanza nuovi prodotti sugli scaffali.
Le più propense a sperimentare sono le donne, disposta anche a pagare di più.
Altre caratteristiche richieste: prodotti che migliorino la salute, che abbiano + sapore e gusto, che facciano risparmiare tempo, che utilizzino nuove tecnologie, che abbiano confezioni pratiche, che siano portabili ovunque,che siano unici/distintivi.

meditate gente meditate..

February 26, 2007

Style.it

Ho visto che è nato Style.it un portale unico dedicato al mondo delle donne e della moda, che riunisce sotto di sè il successful Glamour (che ha vinto ben 2 volte il premio sole24ore), Vanityfair e Vogue.
il fatto che tre riviste si riuniscano in un unico portale è da considerare un successo o al contrario l'unico modo per sperare di raccattare inserzionisti online?
comunque il portale sembra carino..
se ho tempo lo navigherò un po'.

Il nuovo portale Italia.it

E' impossibile non parlarne. Presentato alla Bit nei giorni scorsi, ha già scatenato le reazioni della blogosfera e dei forum.
Il primo post che ho letto a riguardo è quello di Enrico La Dogana (noto anche come Catone, autore del blog ranked.it) su Marketing Routes. ottimo e molto chiaro.
ma il malcontento è diffuso..
Sul forum Gt diverse discussioni sono partite. Segnalo quella in web marketing che fra insulti e commenti poco costruttivi, nasconde anche ottimi interventi e analisi (mi è piaciuto quello di Homeworker ma non male anche quello di Xeniun).
su apogeonline c'è una raccolta di persone/bloggers che ne hanno parlato, anche su html.it ne stanno parlando.
e non poteva mancare un bel googlebombing: guardate con quale "parola comune" compare italia.it. sempre su Mr c'è un bel sondaggio..

e io che ne penso?
finora ho letto interventi che evidenziavano i difetti tecnici, strutturali, gli errori di codice, di usabilità e accessibilità, oltre che gli errori dal punto di vista seo.
dal punto di vista della comunicazione ho letto poco. qualcosa sì, ma ancora poco.
forse perchè i difetti del codice saltano subito all'occhio, mentre gli errori di comunicazione sono più sofisticati da individuare.
Ho trovato poco anche sui contenuti, seppure sia più facile parlarne.

E dire che anche sulle mancanze a livello di contenuti ci sarebbe così tanto da dire!
quello che ho colto in linea di massima, è una certa confusione nella navigazione ed esposizione dei contenuti. Si capisce che forse hanno accesso a una bella quantità di contenuti, ma sono organizzati male. I menù confondono le idee. Si tende a perdersi.
- Le voci di menù sono simili con gli stessi contenuti presentati in ordine inverso (cosa fare, visita l'Italia, itinerari...)
- Le strutture ricettive sono tante ma poco ricercabili (penso alla Toscana con le sue oltre 4000 strutture ricettive, mal suddivise e peggio ancora non cercabili con criteri raffinati, ma solo per nome e in ordine alfabetico!).
- A molte pagine (a molti musei per esempio) mancano link d'uscita (ci sono solo quelli di apt, comuni, fonti istituzionali).
- Mancano molte cose in molte categorie (le terme in Toscana solo 8???).
- Gli eventi sono per lo più quelli riportati dalle apt locali.
- Mancano i ristoranti, le trattorie, le pizzerie.. la vera ricchezza che l'Italia offre al turista.
- La scelta di cosa dire della Provincia o del Comune è molto criticabile...

e dal punto di vista della comunicazione?
anche lì a grandi linee - perchè molto ci sarebbe da dire - c'è confusione, poca chiarezza e soprattutto mancanza di originalità. non c'è stata la voglia di individuare messaggi diversi per target diversi. penso banalmente alle vacanze per famiglie, per single, per amici.. nel portale prevale la navigazione per mete.. o ancora peggio casuale.
Negli itinerari c'è un timido tentativo di targettizzazione per interessi ma sono pochi e banali: naturalistici, artistici, enogastronomici, religiosi.. manca lo sport per esempio, manca lo shopping (quante persone anche dall'estero, penso ai giapponesi, vanno nel Valdarno solo per gli outlet?), manca il wellness..

parlando della home page
nel sito ho visto delle belle foto.. perchè non scegliere per la home una bella rotazione di quelle immagini? anzichè un'Italia digitale piuttosto fredda?

sul logo non dico nulla. tranne che è abbastanza anonimo ed inespressivo..lo stesso il claim. piuttosto banale. potevano forse cercare nuove definizioni per l'Italia.

ma come altri .. comincio ad essere esausta. quindi chiudo questo gran portale e mi dedico ad altri (bei) siti.

February 25, 2007

Giornali online

Leggo da varie fonti che secondo l'indagine Anes (Associazione nazionale editoria periodica specializzata) il 91% delle riviste ha un sito internet e gli altri pensano di dotarsene entro l'anno.

E’ quanto emerge da un'indagine condotta nel mese di dicembre dello scorso anno tra i membri dell’organismo che riunisce 210 associati (circa 950 testate) che coprono l’80% del mercato pubblicitario delle riviste specializzate, pari a 850 milioni di euro di ricavi pubblicitari.

Il 79% di coloro che hanno un sito dichiara che si tratta di un sito con contenuti editoriali, aggiornati con frequenza variabile: 28% più volte al giorno, 20% più volte alla settimana, 29% ogni 15 giorni. La parte restante ha contenuti statici.

Il 45% di quanti hanno un sito con contenuti editoriali li pubblica sotto forma di testata periodica: il 26% mette online una copia della testata cartacea; l’11% dichiara di pubblicare una testata esclusivamente online; l’8% pubblica una testata di contenuti misti.

Nell’80% dei casi i contenuti sono curati direttamente dalla casa editrice.

Il 60% degli intervistati afferma di ottenere dei ricavi dal proprio sito.
I ricavi arrivano dalla pubblicità (59%), vendita di libri, oggetti e servizi (44%), vendita degli abbonamenti alle riviste online (22%); nel 56% dei casi dalla vendita degli abbonamenti alle riviste cartacee. In questo caso il sito diventa un vero e proprio canale di vendita a fianco di quello tradizionale.
Il 38% dichiara un ricavo dal sito da 0 a 10.000 €, il 16% da 10 a 30.000 €, il 19% da 30 a 50.000 €, il 16% oltre i 50.000 €. L’11% non risponde.
Il 22% di coloro che ottengono ricavi dal sito dispone di un venditore interno dedicato. Il 53% si avvale dello stesso venditore interno per il cartaceo e per l’online, il 13% utilizza un'organizzazione esterna.

e intanto il New York Times dichiara che non sa se fra 5 anni esisterà ancora la versione cartacea del giornale...

February 23, 2007

Nuove frontiere del marketing

Gli investimenti pubblicitari in Italia sono in (piccola) crescita: nel 2006 un totale di 9,5 miliardi di euro.
Il 50% è raccolto dalla tv. Crescono Paytv (con oltre 7 milioni di abbonati alle satellitari) e il digitale terrestre (1,5 milioni di utenti). I quotidiani rappresentano il 18,9% e i perodici il 13,4%. Dopo la stampa, arriva la radio (6,4%) e internet (3,6%).

E in futuro che tipo di marketing andrà?
Direct marketing, public relation, ricerche di mercato, sponsorship..

Ultimamente leggo sempre più spesso quanto peso prenderanno nella promozione e nel marketing attività come le pubbliche relazioni, la creazione di eventi, il posizionamento di maketing di personaggi famosi (vip), sponsorizzazioni nei film.. a discapito di attività più tradizionali come la pubblicità vera e propria.

Prenderà sempre più piede il marketing strategico relazionale che si basa sugli eventi per promuovere un’azienda, un prodotto.. puntando a un coinvolgimento maggiore del consumatore, a un advertising emozionale.

Basta pensare a una città come Torino che ha deciso di investire pesantemente in comunicazione e marketing, non soltanto con campagne pubblicitarie consistenti. Ma soprattutto puntando sugli eventi.
Dopo le olimpiadi invernali del 2006 e le Universiadi, nel 2008 Torino diventerà capitale del design grazie al congresso Mondiale degli Architetti. Oltre alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Un altro esempio di strumenti "alternativi" di pubblicità il recente caso di product placement nel film NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI 2, nel quale Telecom (Alice e Tim), Lancia (New Ypsilon, Thesis), Nestlè (Buitoni e Motta), Prcoter e Gamble (Pringles e Swiffer) hanno posizionato prodotti destinati a un target di riferimento di 15-19enni all'interno del film.

February 22, 2007

Conversation Marketing

Leggo nell'intervista che Mauro Lupi fa a Peter Hirshberg (il capo di Technorati) sul sole24ore di giovedì 22 febbraio, questa interessante espressione : conversation marketing.
Ovvero la possibilità di sfruttare e inserire contenuti generati dagli utenti nei siti aziendali.
Pare che Technorati insieme a Ogilvy abbiamo messo a punto un tool apposito.

In pratica le aziende passano da un modello in cui facevano pubblicità pubblicando a pagamento sui media le proprie informazioni, a un modello in cui ascoltano e ripubblicano ciò che spontaneamente dicono i bloggers.
e se qualcuno ne parla male?

in ogni caso è evidente il peso sempre maggiore che stanno prendendo questi strumenti. si parla tanto di autoreferenzialità dei blog, di un mondo chiuso che si compiace e parla fra di sè... ma a quanto pare, qualcosa conta...

spesa pubblicitaria su Internet

Leggo oggi su Nova di sole24ore un articolo di Luca de Biase sul tempo mediatico.

riporta un'indagine di emarketer nel 2007 la spesa pubblicitaria online di Italia, GB, Germania, Spagna e Francia sarà di circa 7,5 miliardi di dollari (+25% rispetto al 2006).

Addirittura nel regno Unito il 18% degli investimenti pubblicitari andrà su Internet.


E in Italia? mmh..

unica cosa certa, lo dice anche Layla Pavone nel suo blog, la pubblicità online in Italia è aumentata del 43% nel dicembre 2006 rispetto all'anno precedente.

si cambia

sono proprio pessima!
non solo non aggiorno quasi mai questo blog, ma non tengo nemmeno fede alla parola data. ho detto che avrei parlato delle donne del web e invece non l'ho fatto..

vabbè, via, si cambia!
dopo mesi di dubbi forse terrò questo blog per uso personale: per appunti, riflessioni, post su marketing, blog, motori di ricerca, pubblicità, comunicazione..

vediamo se questo riuscirò a farlo!