Sabato sono andata al Festival della creatività a curiosare e visto che c'ero (e mi ero anche registrata) ho partecipato al SecondLife BarCamp. Prima nota di demerito: poco visibile, difficile da trovare.Sono andata poco dopo le 14.30 allo stand ufficiale, ho atteso che qualcuno mi considerasse, dopo un po' che non succedeva nulla ho chiesto e mi hanno detto che il barcamp era da un'altra parte, alla Palazzina Lorenese. La giro tutta e dopo stand dedicati alla Danimarca, mostre d'arte con quadri aventi la faccia di Paperino (giuro) e ristoranti di frittura mista, trovo finalmente la stanzina dedicata all'evento. Mi scoraggio un po' a vedere che sono appena 20-30 persone, ma poi mi dico "è la qualità che conta, non la quantità".
Mi siedo mentre c'è il primo intervento, di Fabrizio Pivari (credo), che espone le strategie e i progetti di SL marketing, rilevando la difficoltà - oggi - di poter fare attività strategiche per vari problemi:
- la scarsa visibilità sui motori di ricerca degli eventi e dei gruppi
- la difficoltà di creare community su Second Life.
- la mancanza di tool professionali per fare report (ovvero per sapere chi è venuto, da dove, quando..)
L'intervento è proseguito con un invito a trasportare eventi e iniziative da second life al real life e viceversa (ad esempio le mostre dentro e fuori dal web), a creare progetti interconnessi fra SL, RL e Internet (buffa questa visione di second life fuori da internet!!!), ad allocare risorse a questi progetti (le isole sono vuote, la densità di popolazione è ai livelli della Mongolia!!!).
Sottolineando che è finita l'era del "siamo i primi ad aprire un'isola", è necessario progettare strategie per SL che siano più strutturate e non fini a sè stesse (ho aperto l'isola e stop).
Ha concluso con altri limiti e difetti di Second Life:
- Second life è troppo complessa per il visitatore
- SL è troppo complessa per chi ci apre un'azienda
- le Sim non danno servizi a valore aggiunto
- mancano le statistiche
- limiti tecnici (eventi supportano al massimo 70 persone connesse??)
- necessità di strumenti più facili da usare (tipo blog)
L'intervento successivo, molto focalizzato sui numeri, nonostante l'atteggiamento ottimista, ha rivelato quanto ancora il mercato di SL sia acerbo..
Se è vero che siamo a circa 10 milioni di utenti Second Life, solo il 20% di questi è attivo.
Del totale circa il 61% è europeo (il 26% USA, il 13% Asia). Degli europei circa il 5% sono italiani, che tradotto in numeri significa che in Italia ci sono poco più di 28.000 avatar attivi.
Per un'azienda italiana che vuole usare SL come strumento di marketing è un numero piuttosto ridicolo (il mio blog personale ne fa di più!). Certo se lo si usa come specchietto per le allodole per i media va più che bene (è stato citato il caso di Costa Crociere che con il semplice annuncio del varo della prima nave su SL ha fatto un clamore pazzesco), ma nella visione detta prima, l'investimento potrebbe essere eccessivo per i risultati portati.
Anche perchè è brutto arrivare su un'isola e trovarla vuota..
Non voglio allungare troppo questo post. Diciamo che i presenti (tutti utenti SL) erano molto ottimisti e convinti della bontà dello strumento, io un po' meno. e anche i relatori mi parevano tutto sommato prudenti. Dal punto di vista del camp, non so come fossero gli altri.. ma questo era piuttosto di base. Faro' solo un esempio. Un intervento è cominciato con un'introduzione sulla storia dei motori di ricerca: la rivoluzione di Google grazie al pagerank...
Mi siedo mentre c'è il primo intervento, di Fabrizio Pivari (credo), che espone le strategie e i progetti di SL marketing, rilevando la difficoltà - oggi - di poter fare attività strategiche per vari problemi:
- la scarsa visibilità sui motori di ricerca degli eventi e dei gruppi
- la difficoltà di creare community su Second Life.
- la mancanza di tool professionali per fare report (ovvero per sapere chi è venuto, da dove, quando..)
L'intervento è proseguito con un invito a trasportare eventi e iniziative da second life al real life e viceversa (ad esempio le mostre dentro e fuori dal web), a creare progetti interconnessi fra SL, RL e Internet (buffa questa visione di second life fuori da internet!!!), ad allocare risorse a questi progetti (le isole sono vuote, la densità di popolazione è ai livelli della Mongolia!!!).Sottolineando che è finita l'era del "siamo i primi ad aprire un'isola", è necessario progettare strategie per SL che siano più strutturate e non fini a sè stesse (ho aperto l'isola e stop).
Ha concluso con altri limiti e difetti di Second Life:
- Second life è troppo complessa per il visitatore
- SL è troppo complessa per chi ci apre un'azienda
- le Sim non danno servizi a valore aggiunto
- mancano le statistiche
- limiti tecnici (eventi supportano al massimo 70 persone connesse??)
- necessità di strumenti più facili da usare (tipo blog)
L'intervento successivo, molto focalizzato sui numeri, nonostante l'atteggiamento ottimista, ha rivelato quanto ancora il mercato di SL sia acerbo..
Se è vero che siamo a circa 10 milioni di utenti Second Life, solo il 20% di questi è attivo.
Del totale circa il 61% è europeo (il 26% USA, il 13% Asia). Degli europei circa il 5% sono italiani, che tradotto in numeri significa che in Italia ci sono poco più di 28.000 avatar attivi.
Per un'azienda italiana che vuole usare SL come strumento di marketing è un numero piuttosto ridicolo (il mio blog personale ne fa di più!). Certo se lo si usa come specchietto per le allodole per i media va più che bene (è stato citato il caso di Costa Crociere che con il semplice annuncio del varo della prima nave su SL ha fatto un clamore pazzesco), ma nella visione detta prima, l'investimento potrebbe essere eccessivo per i risultati portati.
Anche perchè è brutto arrivare su un'isola e trovarla vuota..
Non voglio allungare troppo questo post. Diciamo che i presenti (tutti utenti SL) erano molto ottimisti e convinti della bontà dello strumento, io un po' meno. e anche i relatori mi parevano tutto sommato prudenti. Dal punto di vista del camp, non so come fossero gli altri.. ma questo era piuttosto di base. Faro' solo un esempio. Un intervento è cominciato con un'introduzione sulla storia dei motori di ricerca: la rivoluzione di Google grazie al pagerank...

